Leggendo il titolo di questo post potreste essere tratti in inganno: no, non sono stato arrestato, parlo di libertà in un altro senso. E' di pochi giorni fa infatti la notizia che la dogana degli Stati Uniti ha la facoltà di trattenere il vostro computer portatile per antiterrorismo. Questo si aggiunge alla già lunga lista di cose che la polizia può fare legittimamente a chiunque metta piede sul suolo USA. Ora, capisco la sicurezza, capisco l'undici settembre, ve bene tutto, però ci si sta riducendo a fare il gioco dei terroristi. In fondo la parola stessa lo dice, il loro scopo è mettere paura. Non puoi portare più di un tot di millilitri di liquido, ovunque tu vada ti controllano, se ti viene voglia di vedere una qualsiasi loro attrazione (dal museo al monumento) devi mettere in conto una potenziale perquisizione. Praticamente perdi un terzo della giornata per "questioni di sicurezza". Cioè, non puoi portare più di qualche goccia di profumo a bordo di un aereo, però sono sicurissimi che se ti forniscono di forchetta per mangiare a te non verrà mai in mente di far del male al tuo vicino di posto. Questi sono i paradossi del mondo in cui viviamo, dove per fare qualsiasi cosa dobbiamo ormai chiedere permesso.
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domenica 31 agosto 2008
Addio libertà
Leggendo il titolo di questo post potreste essere tratti in inganno: no, non sono stato arrestato, parlo di libertà in un altro senso. E' di pochi giorni fa infatti la notizia che la dogana degli Stati Uniti ha la facoltà di trattenere il vostro computer portatile per antiterrorismo. Questo si aggiunge alla già lunga lista di cose che la polizia può fare legittimamente a chiunque metta piede sul suolo USA. Ora, capisco la sicurezza, capisco l'undici settembre, ve bene tutto, però ci si sta riducendo a fare il gioco dei terroristi. In fondo la parola stessa lo dice, il loro scopo è mettere paura. Non puoi portare più di un tot di millilitri di liquido, ovunque tu vada ti controllano, se ti viene voglia di vedere una qualsiasi loro attrazione (dal museo al monumento) devi mettere in conto una potenziale perquisizione. Praticamente perdi un terzo della giornata per "questioni di sicurezza". Cioè, non puoi portare più di qualche goccia di profumo a bordo di un aereo, però sono sicurissimi che se ti forniscono di forchetta per mangiare a te non verrà mai in mente di far del male al tuo vicino di posto. Questi sono i paradossi del mondo in cui viviamo, dove per fare qualsiasi cosa dobbiamo ormai chiedere permesso.
martedì 26 agosto 2008
Software salva notebook
Esistono già da anni vari software "salva-notebook", sia gratis che a pagamento, che servono a recuperare i notebook rubati tramite l'invio via web di alcuni dati, magari di chi usa il computer al posto del malcapitato. Da qualche tempo poi son venuti fuori dei programmini freeware che sfruttano il SMS (Sudden Motion Sensor, sensore di movimento) presente negli Apple Macbook e Macbook pro, che al minimo movimento suonano e magari scattano anche una foto del malvivente con la videocamera iSight integrata. Ora è nato anche un'altro software, Adeona (nome della dea romana protettrice del ritorno), che funziona registrando l'indirizzo IP attraverso cui la macchina è collegata in internet. Durante l'installazione l'utente sceglie una password, da usare in caso di furto per recuperare i propri dati dalla rete. Conoscendo l'indirizzo IP poi è possibile rintracciare l'esatta posizione geografica in cui si trova il computer. Il programma funziona con Windows XP e Vista, Linux e Mac OS X.
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